Legno e design

La mia formazione

Libreria di design
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Pur avendo studiato (cose poco attinenti al legno e al design) sino a 25 anni di età, ho fatto presto conoscenza col modo del lavoro..tanti lavori e lavoretti, nei mesi estivi, nel fine settimana o alla sera, oppure per conto di mio padre, per guadagnare qualche soldo. Erano gli anni novanta e il concetto maestro era: bòcia longa e pedalèr. Peccato che a un certo punto, diciamo nel 2008, il campo è finito e la bòcia è finita fuori.

Dentro questa profonda cornice intellettuale concetti come “artigianato di valore” e “design senza tempo” non erano previsti. Anche adesso, nonostante tutto, mi sembrano vagheggiamenti senza senso. Non deve essere così.

Libreria su misura per bimbi
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Nel quadro economico del 2015 è necessario giocare palla al piede e passaggi di fino.

O produci in serie e vendi in tutto il mondo o sei molto ma molto bravo in TUTTI gli aspetti del lavoro.

Costruire oggetti in legno è facile, ci sono tanti appassionati hobbisti che creano con alterni successi; costruirli solidi è il passo successivo; solidi e funzionali, il passo dopo.

Solidi, funzionali e belli, non è facile per niente perché poi tutto deve essere economicamente ragionevole.

tavolo di design
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Per questo ritengo sia indispensabile approfondire lo studio dell’estetica e del design -design inteso semplicemente come cosa bella, proporzionata e correttamente collocata, magari molto semplice non per forza un lavoro astruso  - come sempre pescando da ogni fonte possibile. Parlo di studio perché a parte pochissimi eletti che sbucano ogni tanto, nessuno nasce imparato ma tutti possono migliorare.

Riconoscibilità

Proporzioni corpo umano
Non solo mobili...

 

 

 

Noi esseri umani siamo anzitutto animali, pur con il pollice opponibile e cervello molto potente. Il nostro istinto risponde a stimoli tutto sommato semplici, risultato di millenni di evoluzione che non possono essere stravolti da poche generazioni di civiltà moderna..spero..da questo punto di vista, assomigliamo più alle scimmie che ai robot.

In prima istanza, ci troviamo a nostro agio davanti a forme in qualche modo riconoscibili, riconducibili nella sostanza a cose che conosciamo bene: la forma umana, il cerchio del sole, forme geometriche base come il quadrato e il triangolo.

Simmetria

Un concetto che governa le forme naturali è la simmetria. La molecola base della vita, il DNA, è governata da una forma di simmetria (elicogira); la successione con la quale spuntano i germogli da un tronco è pure governata da un’elicogira; tutti gli animali presentano, almeno esteriormente, simmetria bilaterale. Essere umano compreso..il nostro cervello è intimamente legato a queste forme e le riconosce come vere, sicure.

Un passo successivo consiste nella semplice definizione di inizio, svolgimento, fine. Diventa tutto più chiaro e leggibile. Magari con dei “contrappunti” tra una sezione e l’altra..ed arriviamo ad un altro concetto: usare contrasto, simmetria e contrappunto (o puntualizzazione), e le diverse fasi inizio, corpo, fine, per raccontare la nostra storia…che può essere monotona o meglio alternare momenti di quiete ed altri più”vigorosi”.

Questi concetti sono applicati da tempo in tutte le diverse forme d’arte: disegno, musica, architettura, letteratura, cinema... 

Ancora:

I colori scuri/bassi/linee ravvicinate incutono rispetto, timore (non si vede bene..cosa c’è lì? una belva assassina?), i colori chiari/alti/linee distanti distensione (liberà di muoversi, visuale aperta); le interruzioni brusche ci mettono in allarme..


Proporzioni

Per secoli i mastri artigiani sono stati assieme costruttori e disegnatori…venivano formati secondo gli stilemi degli ’”ordini classici” (ricordate le forme architettoniche Ionico, Dorico, Corinzio..dei templi classici?). Ragionare per proporzioni INTERE. La struttura delle colonne presenta attributi umanoidi con piede, torso, testa dove ogni elemento sino al più piccolo è proporzionale con il tutto. Il diametro della colonna alla base è il modulo principale, usato per proporzionare il resto. Il modulo è diviso in 60 minuti (guarda un po’..) per dimensionare gli elementi più piccoli come le cornici.

Si ragionava in termini di 12 anziché 10, questo per poter più facilmente lavorare con rapporti e proporzioni interi (il 12 è interamente divisibile per 2, 3, 4, 6). Pochissime  misure, molte proporzioni. Credo sia tutt'oggi importante per ogni artigiano essere consapevole della stretta relazione esistente tra tecnologia disponibile, attrezzi di lavoro e misura usati e metodologia di progettazione.

Il concetto di proporzioni intere ritorna nel modo in cui è codificata, da Pitagora in poi,  la musica occidentale: intervallo di ottava rapporto di frequenze 1:2, quinta 2:3, quarta 3:4. Non è un’imposizione a priori ma la constatazione pratica che due note risultano piacevoli suonate assieme (producono un armonico..) quando le loro frequenze stanno i quei rapporti.

Mobile bagno
Mobile bagno in noce da me prodotto in collaborazione con la cliente

Per quello che riguarda il mio lavoro…per percorso professionale, attitudini e non ultimo ragioni pratiche sono più incline a produrre oggetti rustici o naturaleggianti piuttosto che in stile moderno, dove per moderno intendo linee molto pulite (che non mi dispiacciono), superfici monotone e immacolate (legno massello? No)..in questi casi è praticamente obbligatorio usare pannelli vari piuttosto che legno massiccio e rivestire le superfici con laminati plastici od altro: operazione che esula dalle mie competenze.

Lo stile classico, nelle varie declinazioni storiche a parte il vintage di design (primi e metà novecento) lo possiamo considerare totalmente fuori moda…a volte i clienti mi dicono: non ci mettere cornici e cornicette eh!!.. e ciò mi mette in difficoltà, ma anche mi stimola, perchè le cornici hanno un motivo tecnico di esistere - coprire delle fessure reali o potenziali- ed è necessario trovare nuove soluzioni.